Cicli e quadranti economici ideali

Last Updated on 7 Dicembre 2022 by automiamo.com

Il mio processo di investimento è algoritmico di tipo top-down: con cadenza periodica mensile analizzo i dati macroeconomici, individuo il ciclo e il quadrante economico facendo una prima analisi dall’alto – top – e scendo fino al settore/industria su cui investire proseguendo con una analisi dal basso – down –  fino alla selezione del titolo specifico da acquistare (stock picking).

Tenere sempre in considerazione che i mercati finanziari tendono ad anticipare l’economia. Quindi il ciclo economico attuale potrebbe essere già stato ampiamente scontato dai mercati.

Di seguito le linee guida che seguo in fase di analisi del ciclo e quadrante economico.

Fonte: modello intermarket descritto da Martin Pring

Cicli Economici Ideali


Fase 1 – CONTRAZIONE

OBBLIGAZIONI (rialzista) AZIONI (ribassista) MATERIE PRIME (ribassista)

Emergono gli effetti inevitabili di un sistema capitalistico nel quale il troppo ottimismo genera errori nella fase di espansione (investimenti azzardati, assunzioni fuori controllo, errori delle banche centrali…)

Questa è la fase che precede una recessione. In questa fase bisogna monitorare l’eventuale contrazione generale degli utili e la cosiddetta contabilità creativa, una pratica legale di ottimizzazione ed efficientamento di alcune voci di bilancio, adottata dai CFO delle aziende per rimanere fino all’ultimo nelle aspettative degli analisti.


Fase 2 – RECESSIONE

OBBLIGAZIONI (rialzista) AZIONI (neutrale rialzista) MATERIE PRIME (ribassista)

Devono esserci 2 decrementi consecutivi del GDP. Le banche centrali riducono tassi di interesse. DEPRESSIONE se tre decrementi consecutivi.

In un contesto di bassi tassi di interesse, però, può emergere riluttanza da parte in particolare di banche e istituti finanziari nell’investire e prestare denaro a tassi bassi rispetto al rischio di insolvenza, soprattutto durante una fase di crescita dei ricavi nulla.

Durante una deflazione i rendimenti delle azioni sono negativi/nulli perché non c’è tendenza al consumo di beni non necessari


Fase 3 – RIPRESA

OBBLIGAZIONI (rialzista) AZIONI (rialzista) MATERIE PRIME (neutrale rialzista)

Una banca centrale ha principalmente due compiti: garantire la massima occupazione e mantenere i prezzi stabili. Dopo la crisi del 2008 oltre a tagliare i tassi fino allo 0% è stato introdotto il Quantitative Easing (QE) aumentando considerevolmente l’offerta di moneta circolante con illimitate iniezioni di liquidità invadendo sia i mercati finanziari per evitare un loro crollo, comprando obbligazioni governative, corporate e ETF, che l’economia reale con un conseguente rialzo dell’inflazione.


Fase 4 – ESPANSIONE

OBBLIGAZIONI (neutrale ribassista) AZIONI (rialzista) MATERIE PRIME (rialzista)

Arriva l’inflazione. Le obbligazioni tendono a ruotare (con una prospettiva di inflazione al rialzo si tende a vendere per aumentare i rendimenti dei bond)

Se l’inflazione sale è più vantaggioso essere mutuatario perché la parte creditrice perde il potere di acquisto.

Durante una inflazione moderata/costante i rendimenti delle azioni sono buoni


Fase 5 – PICCO

OBBLIGAZIONI (ribassista) AZIONI (neutrale ribassista) MATERIE PRIME (rialzista)

Le banche centrali aumentano i tassi di interesse causa aumento incalzante dell’ inflazione.

Una banca centrale con la sua politica monetaria può influire sui rendimenti delle obbligazioni di breve termine, mentre i rendimenti di lungo termine dei bond sono imposti e decisi dal mercato

Durante una inflazione elevata i rendimenti delle azioni sono spesso imprevedibili (anche -10%) causa anche per la carenza e aumento dei prezzi delle materie prime che possono impattare negativamente sui margini degli utili

In questa fase si scontano i prossimi momenti di crisi, eventuali fasi di tensioni geopolitiche, guerra, dove i paesi che performano meglio sono quelli ricchi di materie prime (Brasile, per esempio)


Fase 6 – RALLENTAMENTO

OBBLIGAZIONI (neutrale ribassista) AZIONI (ribassista) MATERIE PRIME (neutrale ribassista)

Flessione del GDP e possibile riduzione inflazione dopo l’aumento dei tassi di interesse (meno credito, si tende a spendere di meno)

Se l’inflazione scende conviene prestare denaro. Per tal motivo i governi (mutuatario) che prendono denaro in prestito non vogliono mai una inflazione a zero o peggio una deflazione

In questa fase nessun asset ha buone prestazioni, ma è molto importante perchè anticipa una successiva contrazione/recessione.

In questa fase le materie prime sono l’ultimo asset a subire un calo, e questo è il segnale che anticipa la recessione successiva


Quadranti Economici Ideali


STAGFLAZIONE

  • Mancanza di crescita dell’economia, GDP fermo, livello alto e sistemico dei prezzi.
  • Azionario neutrale-ribassista ma non tenere inattivo il cash.
    • Dollaro – rialzista
    • Materie prime industriali (petrolio) e agricole – rialzista
    • Healthcare neutrale rialzista da privilegiare come asset azionario difensivo. Meno sensibile ai costi di produzione più elevati.
    • REIT, Insurance, Financials, Energy, Utilities – neutrale
    • Oro neutrale-rialzista (monitorare correlazione inversa con i rendimenti reali piuttosto che considerarlo come bene rifugio per antonomasia)
    • Obbligazioni – neutrale 

DEFLAZIONE

  • Calo sistemico della crescita e dei prezzi.
  • Profilo di rischio più conservativo. Importante avere cash per fare buoni acquisti.
    • Obbligazioni lungo termine – US Treasuries rialzista.
    • Dollaro bene rifugio – neutrale rialzista.
    • Utilities, REIT, Healthcare, Dividend Aristocrats neutrale-rialzista
    • Oro bene rifugio – neutrale rialzista.
    • Materie prime industriali – ribassista.

REFLAZIONE

  • Stimolo della crescita e livello dei prezzi moderato.
  • Profilo di rischio più aggressivo per via della politica di stimoli per aumentare la produttività.
    • REIT, Growth, Tech, Consumer discretionary, Energy, Industriali, Small cap rialzista.
    • Banking, rialzista. Le banche guadagnano da soldi presi in prestito a tassi bassi di breve termine prestando a tassi di lungo termine più alti.
    • Materie prime industriali (petrolio) – neutrale-rialzista.
    • Valute dei mercati emergenti – rialzista.
    • Obbligazioni inflation-linked – rialzista.
    • Oro – neutrale ribassista.
    • Obbligazioni – neutrale.
    • Dollaro – ribassista (attenzione a rischio cambio euro-dollaro per il breve  e medio termine. La componente valutaria nel lungo periodo è invece molto meno influente rispetto ad una corretta asset allocation)

INFLAZIONE

  • Crescita e aumento generalizzato dei prezzi.
  • Privilegiare azionario con beta più alto
    • REIT, Growth, Tech, Consumer discretionary, Industriali, Cicliche, Materiali – rialzista.
    • Materie prime industriali (rame) – rialzista.
    • Valute dei mercati emergenti – rialzista.
    • Oro neutrale ribassista.
    • Dollaro neutrale-rialzista
    • ObbligazioniUS Treasuries (scadenza oltre 10 anni) ribassista. T-Bills (scadenza fino a un anno) neutrale.

Una sintesi finale delle performance per settore e quadrante economico

Giancarlo Pagliaroli

Disclaimeril contenuto che trovate in questo sito non è da intendersi in alcun modo come consiglio finanziario, né sollecitazione all’investimento, ma soltanto a scopo didattico. Ragionate sempre con la vostra testa.

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3 Risposte a “Cicli e quadranti economici ideali”

  1. Grazie per la risposta. Queste sono considerazioni che ritengo valide per una visione generale. Prima di investire denaro reale faccio molto uso dell’analisi tecnica, fondamentale e studio costantemente il passato tramite algoritmi automatici che programmo personalmente. Nel mio sito e nel mio canale youtube cerco costantemente di condividere nuovi contenuti sulla mia operatività di breve e lungo periodo.

  2. Salve,si potrebbe fare un video dove mostra il processo di investimento che lei utilizza per scegliere i settori e i cicli economici?grazie!

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